Peluche fatti con animali veri e venduti a 1800 euro, scoppia la polemica. L’azienda: “Meglio di quelli in petrolio”


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È scoppiata già da qualche settimana una feroce polemica in territorio francofono in merito ai prodotti della “Histoire de bêtes“, società che ha basato la sua campagna comunicativa su quello che viene da loro considerato il punto di forza: produrre orsacchiotti con materiale “originario” e, quindi, di lusso.

Non a caso, infatti, i prodotti di questo brand non sono per tutte le tasche: si va dai 900 euro per portarsi a casa un “baby orsacchiotto” ai 1800 euro richiesti per il “baby teddy” in pelle (e pelliccia) di coniglio.

Il target implicito della “Histoire de bêtes“, quindi, non sono solo le famiglie più facoltose, ma anche quelle meno animaliste.

A far montare la polemica, infatti, sono state diverse associazioni in difesa di animali e dell’ambiente, così come la pagina Facebook “Stop Histoire de bêtes”, che il 30 dicembre ha lanciato una petizione per fermare una pratica per loro barbara.

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Contro il business dell’azienda francese, in particolare, si è scagliata anche la “Fondation 30 millions d’amis”, che ha definito la pratica della Histoire “aberrante“.

Il presidente Reha Hutin:

“Come si può lasciare che un bambino giochi con degli animali morti?”

“Sono certo che se sapessero come sono prodotti i loro peluche, non vorrebbero più giocarci”



Particolarmente cinico, tra l’altro, viene ritenuto il motto dell’azienda: “Dei peluche d’eccezione con un supplemento di anima e di dolcezza”.

Di certo uno slogan che si presta a diventare obiettivo polemico dei detrattori. Tra di essi, poi, c’è anche l’associazione che fa capo a Brigitte Bardot, la famosa attrice divenuta ormai un’icona della difesa degli animali.

“Questa società francese uccide gli animali per creare delle cose davvero futili” ha dichiarato Christophe Marie, la portavoce della onlus, a Le Figaro. “Non hanno alcun rispetto per gli animali. I conigli sono intrappolati in delle gabbie troppo piccole e il loro slogan è una presa in giro”.

L’azienda, tuttavia, ha tentato di ribaltare il punto di vista, sottolineando come scegliere i loro prodotti sia la scelta più ecologica. “Chi è contro di noi preferisce peluche fatti con materiali sintetici” sottolinea il brand tramite il suo sito internet. “Non noi comprendiamo il loro punto di vista. L’industria petrolchimica e l’attaccamento ai materiali fossili ne beneficiano. Noi crediamo ai materiali naturali, alle piccole produzioni locali”.

Una giustificazione, quindi, che punta sugli stessi valori difesi e sostenuti da tutte quelle associazioni che hanno attaccato Histoire de bêtes. Difficilmente, tuttavia, i detrattori si lasceranno convincere dal giro di parole dell’azienda.

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