Le 10 cose da non dire alla polizia quando ti ferma

Quando l’automobilista si trova alle prese con un controllo di polizia, il rispetto di alcune fondamentali regole di comportamento è consigliato in primo luogo dal buon senso: ci vuole poco per passare dalla ragione al torto e se poi non tutto risulta “a posto” i rischi di un verbale doloroso aumentano esponenzialmente.

Quali sono le cadute di stile da evitare sempre e comunque?

1)
Prima in graduatoria, la preghiera strappalacrime“La scongiuro, per favore…” che prelude sempre a contravvenzioni esemplari;

2)
Puntare sull’effetto sorpresa giurando di non aver mai dimenticato la patente prima del controllo in questione non aiuta ad uscirne a testa alta;

3)
L’atteggiamento peggiore è quello di sfida nei confronti degli uomini in divisa: mai alzare i toni rispondendo in maniera polemica, magari con un sonoro “no” o “mi rifiuto”, alla richiesta di esibizione dei documenti;

4)
La banalissima scusa “sta male un familiare” e “devo correre in ospedale” rappresenta uno degli errori più classici commessi dall’automobilista in odore di multa;



5)
Peccare di arroganza in virtù di veri o presunti titoli da vantare è un altro autogol grossolano: in Italia si fa presto ad esclamare “Lei non sa chi sono io”;

6)
C’è poco da fare di fronte all’etilometro: chi ha bevuto un bicchierino di troppo, deve soltanto attendere silenziosamente l’esito del controllo senza fornire improbabili spiegazioni come “era una semplice birretta”;

7)
Quando si punta poi sul fattore “familiarità” ci sono ottime chances di combinare un bel guaio: non gode di buona fama tra i tutori dell’ordine la frase fatta “ho un cugino che fa il Suo stesso lavoro”;

8)
Chi nega l’evidenza, giurando magari di non aver usato il telefonino durante la guida nonostante la pessima figura appena fatta, costringe gli agenti ad usare toni non proprio amichevoli;

9)
Non serve fare complimenti di qualsiasi tipo all’indirizzo degli agenti: solo nei film funziona il servilismo finalizzato a fare amicizia a suon di “che bella/brava persona;

10)
Stesso discorso per il metodo “perditempo”, usato da qualche furbetto per distrarre o stancare i poliziotti. Di solito chi si gioca questa carta esordisce con domande stupide, ad esempio “senta, ha visto che traffico? Come mai?”

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